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COSA SONO LE CRIPTOMONETE?

Il vocabolo criptovaluta (o criptomoneta) è l'italianizzazione dell'inglese cryptocurrency e si riferisce ad una rappresentazione digitale di valore basata sulla crittografia. L'etimologia del vocabolo deriva dalla fusione di "cryptography" (crittografia) e "currency" (valuta): la traduzione corretta è dunque crittovaluta e si tratta di un asset digitale paritario e decentralizzato.

Le crittovalute (o criptovalute) utilizzano tecnologie di tipo peer-to-peer (p2p) su reti i cui nodi risultano costituiti da computer di utenti, situati potenzialmente in tutto il globo. Su questi computer vengono eseguiti appositi programmi che svolgono funzioni di portamonete. Non c'è attualmente alcuna autorità centrale che le controlla. Le transazioni e il rilascio avvengono collettivamente in rete, pertanto non c'è una gestione di tipo "centralizzato". Queste proprietà uniche nel loro genere, non possono essere esplicate dai sistemi di pagamento tradizionale.

Il controllo decentralizzato di ciascuna criptovaluta funziona attraverso una tecnologia di contabilità generalizzata (DLT), in genere una blockchain, che funge da database di transazioni finanziarie pubbliche.
Principali crittovalute
-Bitcoin (BTC o XBT), nata a gennaio 2009, basata sul protocollo proof-of-work, è la prima criptomoneta per valore, la prima ad essere conosciuta in massa, e ad essere riconosciuta come forma di pagamento da diversi siti Internet, nonchè commercianti.
-Ethereum (ETH), piattaforma rilasciata nel 2015, prevede l'esecuzione di smart contracts tramite la rete peer-to-peer. La potenza computazionale messa a disposizione sulla rete viene convertita nell'unità di conto denominata Ether.
-Ripple (XRP), dove l'XRP è la criptovaluta decentralizzata creata come token antispam sulla rete di Ripple, che ha il 20% dei nodi di distribuzione. La rete si pone come competitore del protocollo SWIFT, e il fine ultimo è quello di agire sugli scambi monetari bancari. Garantisce un'alta velocità sulle transazioni (1500/s, al 06 ottobre 2017).
-Bitcoin Cash (BCH), frutto del fork sulla rete Bitcoin eseguito il 01 agosto 2017, che prevedeva l'aumento della dimensione dei blocchi da 1 a 8 MB.
-Litecoin (LTC), che rispetto al Bitcoin elabora un blocco ogni 2.5 minuti (contro i 10 minuti del Bitcoin) e produce scrypt nell'esecuzione del proof-of-work.
-Monero (XMR), criptovaluta che punta alla privacy degli utenti, non avendo una blockchain pubblica.

I BITCOIN

I bitcoin nascono nel 2009. Non si sa davvero chi li abbia inventati, se sia una sola persona o un gruppo di lavoro. L'inventore viene chiamato Satoshi Nakamoto, ma questo sembra essere un nome di fantasia che finora ha garantito l'anonimato alla persona o alle persone che hanno creato i bitcoin. Un'inchiesta di Newsweek del 2014 sosteneva che Dorian Prentice Satoshi Nakamoto, ingegnere di origini giapponesi che da anni vive in California, fosse l'inventore della moneta virtuale. Nakamoto voleva creare un sistema di valuta elettronica senza autorità centrale; e dopo averlo creato si sarebbe sfilato dal sistema. Ma il diretto interessato smentì la notizia del settimanale.
Valore
Il valore dei bitcoin è dettato dalla domanda e dall'offerta: e cioè da quanto le persone sono disposte a pagarli. Il prezzo di un bitcoin è calcolato sulla base del valore al quale è scambiato con le normali valute. Una particolarità del sistema, però, è che il numero totale delle unità prodotte è prestabilito: ne verranno emesse fino ad avvicinarsi alla quantità totale di 21 milioni, presumibilmente nel 2030, senza mai raggiungerla. Il pericolo della perdita di valore della valuta è quindi minimo, perchè non è previsto che possano essere effettuate iniezioni di denaro da un ente come una Banca centrale. Man mano che si avvicinerà quella data, se continuerà ad aumentare la richiesta, ci sarà un processo di deflazione, per via della sempre minore disponibilità della valuta.
Anonimato
Bitcoin presenta un buon livello di anonimato in quanto la criptovaluta all'interno di un portafoglio virtuale non è legata alle persone, ma piuttosto a una o più chiavi specifiche (o "indirizzi"). In tal modo, i proprietari di bitcoin non sono identificabili, ma tutte le transazioni sono pubblicamente disponibili nella blockchain.

Fonte: Wikipedia